Apparentemente incoscienti,
le correnti della vita
ci portano, trasportano
avvicinano allontanano.
Apparentemente incoscienti
regalano gioia,
ci disperano,
nel buio vuoto del mare aperto,
al caldo rassicurante della spiaggia di sabbia.
Flussi di vita,
ci avvolgono.
“Vorrei essere Dio,”
mi disse un giorno.
“Qual impertinente peso”
pensai io dicendo: “Sì, anch’io.”

Senso di colpa

Cova,
brulica irrispettoso.
Ignaro dell’umana ipocrisia,
in agguato
subdolamente ammonisce,
ma brucia, ah quanto brucia!
È Tommaso
incredulo, il dito nella piaga.

Buio ti guarda, ora.
Ladro!
Inetto il già passato
traslato in ciò che dovrà essere,
costringe
condanna! frena.

La colpa ripudia l’amore,
corrode la speranza,
impietrisce chi soccombe.

Trëi o cater?

Tan de mutons essa?
Trëi. (Cater.) Trëi.
Ne ie nia lerch per i morc tlo.
La cërn, nia l spirt.
La parola disc na cossa,
l cë n’en pënsa n’autra.
L cuer ie custode
de sucrëc soc
sentimënc che ne svanësc nia
cun la ciampanes che sona.
Tan de fredesc essa?
Trëi, un ie mort,
ma resta.

Letto di morte

Küss die Hand
È bianco e caldo
Circondato d’affetto
la paura dei viventi,
la tranquillità della morente.
Gesti ovattati
delicatezza muove i pensieri.
È fragile il filo
si sente l’aria che tira
dall’aldilà
maestosa ed elegante
avvolge la grandezza dell’uomo,
calmo e colmo d’amore,
esprime ultimi sentimenti profondi.

Cun Gejù ie dut plu saurì.