I ponti fanno la democrazia

Qualche giorno fa ho ascoltato su Ö1 il Prof. Dr. Stefan Thurner. Si parlava di reti, soprattutto di reti digitali, quelle che oggi conosciamo come social media (cosa ci sia di “sociale”, tra l’altro, meriterebbe un dibattito a parte). E si parlava delle cosiddette “bolle”: le bolle tematiche e sociali in cui ci muoviamo, soprattutto sui social.

Nell’intervista Stefan Thurner spiegava che l’essere umano si è sempre mosso in bolle: in chiesa, nei vigili del fuoco, a scuola, nel gruppo di danza e così via. Oggi però c’è una differenza: stanno scomparendo i ponti tra le diverse bolle. Si tratta dei cosiddetti “soft link”, cioè quegli elementi che si muovono avanti e indietro tra i gruppi e riescono a mantenere un contatto tra gruppi e posizioni diverse. Se questi “soft link” vengono meno, le bolle comunicano sempre meno tra loro e diventano spazi (digitali) isolati, chiusi ermeticamente. Tutto ciò che arriva dall’esterno viene respinto con forza. Si resta a cuocere nel proprio brodo di opinioni e ci si conferma a vicenda nelle proprie idee, sempre più unilaterali.

I ponti sono la base della democrazia. Sono quelle persone, istituzioni e movimenti che, pur avendo opinioni diverse, vanno l’uno verso l’altro, si parlano, si confrontano e ascoltano ciò che l’altro ha da dire. Se questi ponti crollano, crolla la democrazia.

Ciò che accade nel mondo digitale si riflette molto spesso anche nella vita reale. Passo dopo passo disimpariamo a confrontarci, ad accettare opinioni diverse e a trovare compromessi per percorrere strade comuni. L’alternativa a una strada comune sono tante strade diverse, in continuo conflitto tra loro.

Noi esseri umani abbiamo bisogno di reti. Ma abbiamo bisogno anche di ponti. E abbiamo bisogno della democrazia! Perché l’alternativa alla democrazia sono il caos, il totalitarismo e la violenza, e non voglio nemmeno immaginare cos’altro.

Un ponte ha bisogno di tensione per reggere. Ma di una tensione in equilibrio: un po’ della tua, un po’ della mia. Se la forza agisce da una parte sola, il ponte crolla.

Ognuno di noi può essere un ponte. Io ci proverò.

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